Pyramis

Il sistema più semplice per gestire la stampa 3D

Il sistema più aperto per la gestione della stampa 3D

Pyramis è in grado di essere utilizzato con le più diffuse tecnologie esistenti (DLP, SLA, SLS, SLM), racchiuse in un’interfaccia utente accattivante e ottimizzata a seconda delle esigenze.

Affiancando queste tecniche a una buona conoscenza dei materiali utilizzati, si può controllare completamente il processo di stampa e quindi gestire al meglio la qualità di produzione.
Il risultato dello slicing può essere visualizzato in anteprima, sia in modalità statica sia dinamica. La seconda visualizza l’accrescimento degli oggetti/supporti nonché, per ogni strato, l’immagine per le tecnologie DLP o il percorso laser per SLA, SLM e SLS.
Pyramis consente inoltre la configurazione di diverse stampanti, dando così la massima flessibilità all’utente nell’utilizzo del prodotto.

 

In base ai parametri macchina e al materiale di stampa, ogni strato viene ingrandito (per compensare il ritiro o l’espansione del materiale tipico di questa tecnologia di stampa) del fattore necessario al fine di ottenere la corretta dimensione dopo la polimerizzazione (compensazione overcuring).

L’offset è utilizzato anche per eliminare i piccoli difetti dovuti alla diffusione della luce all’interno delle resine, effetto che porta ad una maggiorazione del risultato lungo le superfici, evitabile con l’applicazione di un offset negativo. Questa funzionalità è estremamente utile anche al produttore della macchina per l’ottimizzazione dei propri parametri di stampa.

L’offset è utilizzato per compensare il raggio dello spot luminoso proiettato dal laser.

La tecnica Antiliasing è utilizzata per ottenere una maggiore precisione delle superfici stampate tramite modifiche alla intensità della luce proiettata. La tecnologia DLP è basata sulla proiezione di immagini composte da una griglia di pixel (come un monitor LCD).
Utilizzando l’antialiasing (azzurro nell’immagine), vengono generate immagini in sfumature di grigio che permettono di eliminare l’effetto “scaletta” lungo il contorno dell’oggetto (rosso nell’immagine), ottenendo come risultato in stampa una superficie più liscia.

La scala viene spesso utilizzata in combinazione con l’offset, per compensare eventuali modifiche strutturali degli oggetti stampati, generate, per loro natura, dai comportamenti fisico-chimici di resine e materiali, oppure dovute ad eventuali successive esposizioni a calore (forni).

Al fine di agevolare l’adesione ottimale tra layer, è necessario che la luce penetri nel livello generato in precedenza, creando coesione col materiale già polimerizzato.
Dove invece la luce incontra la resina degli strati precedenti non polimerizzati, andrà ad aggiungere materiale non necessario.
Per ovviare a questo comportamento, il software modifica le superfici originali disposte sull’asse Z, riducendo l’esposizione delle aree interessate.